Non sempre i piccoli/grandi incidenti di percorso, che sembrano creare una voragine nella nostra esistenza, si rivelano per forza negativi; ed anzi, molto più spesso rappresentano invece una sorta di “Deus ex machina” che interviene apparentemente per caso per obbligarci a prendere in mano le redini della nostra vita, a riflettere sul percorso portato avanti sino ad un certo momento e magari a cambiarlo definitivamente assecondando la nostra vera natura e portandoci infine alla realizzazione effettiva di noi stessi.
Lo sa bene Federica Lestuzzi, oggi istruttrice di Equitazione integrata, attività assistita con il cavallo rivolta non soltanto a disabili ma anche a tutte quelle persone che magari ad un certo punto sentono l’esigenza di riordinare i tasselli della propria interiorità, di mettere a posto lo spirito e di riabilitare il corpo. E gli innumerevoli benefici di questa tecnica ludico-sportiva, capace di adattarsi perfettamente alle esigenze di ogni singolo individuo assecondandone con agilità i cambiamenti che necessariamente intervengono nel corso del tempo, Federica li ha spiegati proprio giovedì 30 maggio alla Comunità Piergiorgio.
Nel Centro diurno della Onlus, che da anni mostra particolare sensibilità e attenzione al valore degli animali come preziosi alleati nella riabilitazione e nel recupero di persone con handicap in special modo, Federica ha raccontato la sua lunga esperienza con i cavalli, nata in seguito ad un incidente stradale ed oggi attività vera e propria a Pavia di Udine. «Dal cavallo ho imparato tantissimo – racconta Federica, in procinto di conseguire anche il secondo brevetto in qualità di istruttrice di Equitazione integrata – E’ innanzitutto un maestro di coerenza e lealtà; non fa differenza tra gli individui nel senso che non gli importa se sei bello o brutto, intelligente o meno, bianco o nero.
L’essenziale è sapersi avvicinare a lui che tramite tutti i suoi sensi, particolarmente sviluppati, è portatore di una straordinaria sensibilità e capacità di percezione». Incuriositi e alla fine letteralmente appassionati, i ragazzi presenti in sala non si sono risparmiati in domande finalizzate a sapere qualcosa di più sul mondo del cavallo e sulla storia stessa di Federica. «Quando ho deciso di avere la mia terza bambina ho anche voluto acquistare un cavallo tutto mio e mi sono indirizzata verso un animale che all’inizio sembrava essere qualsiasi cosa fuorché un cavallo – racconta Federica ritornando indietro nel tempo a quando era ancora una principiante dotata tuttavia di uno spiccato istinto e sesto senso – Sfidando i giudizi e le opinioni di tutti ho scelto quindi Daisy, una cavalla provata da anni e anni di punture, frustate, corse in pista. Mi sono innamorata della sua dolcezza e della sua intelligenza e da quel momento in poi è nato un amore infinito che continua sempre più forte».