Settembre è il mese dei nuovi inizi. Per molte famiglie con un figlio o una figlia con disabilità, però, l’inizio della scuola significa anche confrontarsi con certificazioni, riunioni, sigle, servizi diversi e domande non sempre facili da risolvere.
Chi stabilisce quante ore di sostegno sono necessarie? A chi bisogna rivolgersi per il trasporto scolastico? Come si richiede un comunicatore o un altro ausilio tecnologico? Qual è il ruolo della famiglia nella preparazione del percorso educativo?
In questa guida abbiamo raccolto le informazioni più importanti per orientarsi nel sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia. Non vuole sostituire le indicazioni della scuola, dei servizi sanitari o degli enti competenti, ma offrire alle famiglie una mappa semplice per capire i passaggi principali, conoscere i propri diritti e sapere a chi rivolgersi.
Da dove si comincia: l’accertamento della disabilità
Per accedere alle misure previste per l’inclusione scolastica è necessario che la condizione di disabilità sia formalmente accertata e che venga predisposta la documentazione prevista.
Nel 2026, però, bisogna prestare particolare attenzione perché la procedura non è ancora uguale in tutto il Friuli Venezia Giulia. È infatti in corso la sperimentazione della riforma nazionale della disabilità introdotta dal decreto legislativo 62/2024.
A Trieste, coinvolta nella sperimentazione dal 1° gennaio 2025, e a Udine e Pordenone, coinvolte dal 1° marzo 2026, il procedimento prende avvio con il nuovo certificato medico introduttivo. Il medico certificatore lo compila e lo trasmette telematicamente all’INPS, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Il certificato stesso avvia il procedimento e non è quindi necessario presentare successivamente una seconda domanda amministrativa.
A Gorizia, invece, nel 2026 continua ad applicarsi la procedura precedente. L’applicazione della nuova disciplina su tutto il territorio nazionale è prevista dal 1° gennaio 2027.
Per questo motivo, soprattutto quando si tratta di una prima certificazione, è consigliabile informarsi prima di avviare la pratica rivolgendosi al pediatra, al medico di famiglia, ai servizi sanitari territoriali o a un patronato.
Il Profilo di Funzionamento: non solo una diagnosi
Dopo l’accertamento entra in gioco il Profilo di Funzionamento, uno dei documenti fondamentali per progettare il percorso scolastico.
Non descrive soltanto una diagnosi o ciò che il bambino non riesce a fare. Cerca invece di comprendere come la persona funziona nei diversi contesti della vita, quali sono le sue capacità, quali difficoltà incontra e quali elementi dell’ambiente possono rappresentare una barriera oppure un aiuto.
Il riferimento è il modello bio-psico-sociale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, basato sull’ICF, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute.
Il Profilo di Funzionamento viene elaborato da un’équipe multidisciplinare con il coinvolgimento della famiglia e la partecipazione della scuola e costituisce uno dei riferimenti per la predisposizione del percorso educativo.
C’è però una precisazione importante: non tutti gli alunni dispongono già del nuovo Profilo di Funzionamento. Siamo ancora in una fase di transizione e, quando questo documento non è stato redatto, la scuola continua a utilizzare la documentazione prevista dalle disposizioni transitorie, come la Diagnosi Funzionale e, se presente, il Profilo Dinamico Funzionale.
La mancanza del nuovo Profilo di Funzionamento, quindi, non deve bloccare la predisposizione del percorso scolastico.
Il GLO: la famiglia è parte del gruppo
Una delle sigle che le famiglie incontrano più spesso è GLO, Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione.
Ne fanno parte il team dei docenti contitolari o il consiglio di classe, di cui fa parte anche il docente di sostegno, la famiglia e le figure professionali specifiche, interne ed esterne alla scuola, che interagiscono con la classe e con l’alunno.
Il GLO opera inoltre con il necessario supporto dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare, cioè l’équipe dei servizi sanitari che contribuisce alla valutazione dei bisogni della persona.
La famiglia non è quindi un’ospite della riunione, ma fa parte del gruppo e può portare osservazioni, esigenze, priorità e informazioni importanti sulla vita quotidiana del proprio figlio.
Possono inoltre essere coinvolti educatori, terapisti o altri professionisti che conoscono bene il bambino o il ragazzo. È opportuno segnalarne la presenza alla scuola, che ne organizza la partecipazione secondo le modalità previste e nel rispetto della riservatezza.
La normativa assicura anche la partecipazione attiva dello studente con disabilità, nel rispetto del principio di autodeterminazione, valorizzando quindi, in relazione all’età e alle caratteristiche personali, la possibilità di esprimere preferenze, desideri e obiettivi.
Il PEI: il progetto educativo costruito insieme
Il principale documento scolastico è il PEI, Piano Educativo Individualizzato.
Viene elaborato e approvato dal GLO e descrive concretamente il percorso dell’alunno. Può comprendere:
- obiettivi educativi e didattici;
- strategie e strumenti da utilizzare;
- modalità di verifica e valutazione;
- interventi per favorire comunicazione, relazione, autonomia e partecipazione;
- adattamenti dell’ambiente e dei materiali;
- modalità del sostegno didattico;
- interventi di assistenza di base;
- necessità di assistenza all’autonomia e alla comunicazione.
Nel PEI viene formulata anche la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, sulla base dei bisogni dell’alunno e del contesto.
È importante chiarire un equivoco frequente: non è il singolo insegnante di sostegno, né la famiglia da sola, a decidere il numero delle ore. Il GLO formula una proposta motivata, mentre l’assegnazione delle risorse segue successivamente le procedure dell’amministrazione scolastica.
Il PEI definitivo viene normalmente elaborato entro il mese di ottobre. Durante l’anno viene verificato e può essere aggiornato se cambiano le condizioni o emergono nuove necessità. Alla fine dell’anno scolastico viene effettuata una verifica conclusiva.
Il cosiddetto PEI provvisorio, da predisporre entro il 30 giugno, non riguarda automaticamente tutti gli studenti: viene utilizzato soprattutto per le nuove certificazioni e nelle altre situazioni previste dalla normativa.
Tutti i componenti del GLO, famiglia compresa, devono poter accedere alla documentazione utilizzata per gli incontri, al PEI discusso e approvato e ai relativi verbali.
Sostegno, assistenza e trasporto: non sono la stessa cosa
Uno degli aspetti che crea maggiore confusione è la presenza di figure e servizi diversi. È utile distinguerli.
Il docente di sostegno
Il docente di sostegno è un insegnante specializzato e non è l’insegnante personale del singolo alunno.
È contitolare della classe e lavora insieme agli altri docenti per favorire il processo di inclusione, la partecipazione dell’alunno e il raggiungimento degli obiettivi individuati nel percorso educativo.
Il sostegno didattico non va quindi confuso con l’assistenza personale o con quella alla comunicazione.
L’assistenza all’autonomia e alla comunicazione
L’assistente all’autonomia e alla comunicazione è una figura professionale diversa dal docente di sostegno.
Può essere prevista, in base alle necessità dello studente, per favorire la comunicazione, l’autonomia, la partecipazione alle attività e l’interazione con l’ambiente scolastico.
In Friuli Venezia Giulia, per informazioni sull’attivazione del servizio, il riferimento indicato dal portale regionale è il Servizio sociale del Comune nel cui territorio si trova la scuola, che opera in raccordo con il dirigente scolastico.
L’assistenza di base
L’assistenza di base riguarda invece necessità come gli spostamenti all’interno della scuola, l’accompagnamento ai servizi igienici e l’assistenza igienico-personale.
È di competenza della scuola e viene organizzata attraverso personale scolastico adeguatamente formato.
Il trasporto scolastico
Agli alunni con disabilità deve essere garantito, quando necessario, un servizio di trasporto scolastico dedicato e gratuito.
Per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, il riferimento è il Comune di residenza.
Per la scuola secondaria di secondo grado, il portale regionale indica invece l’Ufficio territoriale competente.
Poiché modalità organizzative e procedure possono variare, è consigliabile informarsi con anticipo, preferibilmente prima dell’inizio dell’anno scolastico.
Ausili e tecnologie: i Centri Territoriali di Supporto
Un computer adattato, un comunicatore, un software specifico, una tastiera particolare o un sistema alternativo di accesso possono fare una grande differenza nella partecipazione scolastica.
In Friuli Venezia Giulia sono presenti quattro CTS, Centri Territoriali di Supporto. Sono strutture scolastiche specializzate che supportano le scuole nei percorsi di inclusione e gestiscono, tra le altre attività, l’assegnazione di ausili e sussidi didattici destinati agli alunni con disabilità.
La richiesta delle apparecchiature viene effettuata dalla scuola. Se una famiglia ritiene che possa essere utile un ausilio, quindi, è importante parlarne con gli insegnanti, con il referente per l’inclusione o con il dirigente scolastico.
I quattro CTS regionali sono:
- Gorizia: ISIS “S. Pertini” di Monfalcone;
- Pordenone: ITST “J. F. Kennedy”;
- Trieste: Istituto Comprensivo Roiano Gretta – M. Hack;
- Udine: Liceo Scientifico “N. Copernico”.
Con la legge di Stabilità regionale 2026, la Regione ha stanziato un finanziamento straordinario di 36.000 euro, pari a 9.000 euro per ciascuno dei quattro CTS. Le attività previste per l’anno scolastico 2026/27 sono dedicate alla formazione dei docenti e alla costruzione di una rete collaborativa per affrontare le crisi comportamentali degli alunni con disabilità complessa.
Sono stati previsti anche 40.000 euro per rendere accessibili i libri scolastici agli alunni ipovedenti o non vedenti.
Lo Sportello Autismo regionale
Per gli alunni con disturbo dello spettro autistico è attivo anche lo Sportello Autismo dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Centro Territoriale di Supporto dell’Istituto Comprensivo Roiano Gretta di Trieste.
Lo sportello è composto da docenti esperti e offre supporto e consulenza alle scuole e alle famiglie sui percorsi di inclusione degli studenti con disturbo dello spettro autistico.
È disponibile anche un servizio di consulenza in lingua slovena.
I contatti indicati dall’Ufficio Scolastico Regionale sono:
- consulenza: 040 4194130;
- consulenza in lingua slovena: 040 4194181.
L’Ufficio H della Comunità Piergiorgio
Anche la Comunità Piergiorgio ETS può essere un punto di riferimento per famiglie, insegnanti ed educatori.
L’Ufficio H offre gratuitamente informazione e consulenza specializzata sugli ausili e sulle tecnologie per l’autonomia.
Tra gli ambiti di intervento ci sono:
- tecnologie assistive;
- accesso al computer e ai dispositivi digitali;
- CAA, Comunicazione Aumentativa e Alternativa, cioè strumenti e strategie che integrano o sostituiscono il linguaggio verbale quando la comunicazione è difficile;
- ausili per persone con disabilità visiva;
- giochi e attività accessibili;
- soluzioni per l’autonomia personale.
Presso l’Ufficio H è possibile conoscere e provare diversi ausili prima di orientarsi verso una determinata soluzione.
È inoltre disponibile un servizio di prestito temporaneo in comodato d’uso gratuito di alcuni ausili, destinato in particolare a rispondere a esigenze temporanee e urgenti.
Le consulenze sono gratuite e possono essere rivolte direttamente alle persone con disabilità, ai familiari, agli insegnanti, agli educatori e agli altri professionisti.
Per informazioni:
Ufficio H – Comunità Piergiorgio
Telefono: 0432 403431
Email: ufficioh@piergiorgio.org
Gli aiuti economici: attenzione all’anno di riferimento
Tra gli interventi regionali c’è Dote Scuola, il contributo gestito da ARDIS, Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio del Friuli Venezia Giulia, e destinato ai nuclei familiari residenti in Friuli Venezia Giulia con studenti iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali o paritarie.
Al momento della pubblicazione di questa guida, l’ultimo avviso concluso riguarda l’anno scolastico 2025/26. Prevedeva:
- 250 euro per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e del primo biennio delle secondarie di secondo grado;
- 400 euro per gli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle secondarie di secondo grado.
Il limite ordinario era un ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, non superiore a 35.000 euro. Per le domande relative a studenti con certificazione di disabilità ai sensi della legge 104/1992 era prevista una deroga al possesso dell’attestazione ISEE.
Questi dati non devono essere considerati automaticamente validi per l’anno scolastico 2026/27. Importi, requisiti e scadenze devono essere verificati nel nuovo avviso ARDIS.
Nell’ultimo bando le domande sono state presentate dal 6 ottobre al 20 novembre 2025.
Dote Scuola e borsa di studio statale non sono la stessa cosa
È importante non confondere i due benefici.
Per il 2025/26 la borsa di studio statale, riservata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, poteva essere richiesta insieme a Dote Scuola, ma con requisiti diversi.
Per la borsa statale era necessario un ISEE non superiore a 12.000 euro e, a differenza di Dote Scuola, non era prevista la deroga all’ISEE per gli studenti con disabilità.
Anche in questo caso bisogna controllare i requisiti previsti dal nuovo bando prima di presentare la domanda.
Guardando avanti: università e diritto allo studio
Le tutele non terminano con la scuola superiore.
Per l’anno accademico 2026/27, l’Università degli Studi di Trieste e l’Università degli Studi di Udine prevedono l’esonero dalla contribuzione universitaria per gli studenti con invalidità pari o superiore al 66% o con riconoscimento della condizione di disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/1992.
Le modalità operative e le eventuali voci non comprese nell’esonero devono essere verificate presso il singolo ateneo. All’Università di Trieste, per esempio, rimane dovuta l’imposta di bollo prevista.
È quindi utile informarsi con anticipo presso i servizi universitari dedicati all’inclusione e presso ARDIS, soprattutto durante l’ultimo anno delle scuole superiori.
La riforma della disabilità e il Progetto di vita
La riforma introdotta dal decreto legislativo 62/2024 non modifica soltanto il sistema di accertamento.
Uno degli elementi centrali è il Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato: un percorso costruito partendo non soltanto dai bisogni della persona, ma anche dai suoi desideri, dalle sue preferenze, dalle sue aspettative e dai suoi obiettivi.
L’idea è superare una visione fatta di interventi separati e mettere in relazione scuola, salute, autonomia, abitazione, formazione, lavoro, relazioni sociali e partecipazione alla comunità.
Il percorso scolastico diventa quindi una parte di una prospettiva più ampia: preparare progressivamente la persona alla vita adulta e favorirne la partecipazione e l’autodeterminazione.
In Friuli Venezia Giulia la nuova valutazione è già sperimentata:
- a Trieste dal 1° gennaio 2025;
- a Udine dal 1° marzo 2026;
- a Pordenone dal 1° marzo 2026.
A Gorizia continua invece ad applicarsi nel 2026 la procedura precedente. La nuova disciplina è prevista su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il sistema regionale dell’inclusione scolastica potrebbe cambiare ancora.
Il 7 settembre 2026 la Regione Friuli Venezia Giulia ha presentato a Udine una serie di interventi destinati agli alunni con disabilità, con BES, Bisogni Educativi Speciali, e con DSA, Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Per l’anno scolastico 2026/27 sono state illustrate risorse dirette per circa 2,7 milioni di euro, destinate tra l’altro al sostegno nelle scuole paritarie, al rafforzamento del sostegno statale, agli studenti con bisogni educativi speciali, al personale dedicato agli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento e ai libri accessibili. A queste misure si affianca il finanziamento straordinario destinato ai quattro Centri Territoriali di Supporto.
L’assessora regionale all’Istruzione Alessia Rosolen ha inoltre annunciato l’intenzione di intervenire, con la finanziaria prevista per dicembre, sulla legge regionale 13/2018 in materia di istruzione, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione tra scuola, servizi sociali e sistema sanitario e costruire una cornice più stabile di collaborazione.
L’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità Riccardo Riccardi ha indicato inoltre come obiettivo per il 2027 la definizione di linee di gestione più coerenti e condivise su fenomeni complessi come lo spettro autistico e i disturbi alimentari.
Si tratta, in questi ultimi casi, di obiettivi annunciati e non ancora di nuove procedure operative per le famiglie. È però un segnale importante della direzione indicata dalla Regione: mettere maggiormente in comunicazione scuola, sanità, servizi sociali e Terzo settore, evitando che famiglie e studenti debbano muoversi tra sistemi separati.
Sette consigli pratici per le famiglie
1. Partecipate al GLO.
La famiglia non deve limitarsi ad ascoltare. Portate osservazioni, dubbi, priorità e informazioni su ciò che funziona o crea difficoltà nella vita quotidiana.
2. Chiedete spiegazioni quando qualcosa non è chiaro.
Non abbiate paura delle sigle o del linguaggio tecnico. Se un documento o un termine non è comprensibile, chiedete che venga spiegato. Capire ciò che viene discusso e deciso è parte della partecipazione.
3. Conservate la documentazione.
Tenete insieme certificazioni, PEI, verbali, comunicazioni della scuola e richieste presentate ai servizi. Per le questioni importanti è utile utilizzare email o posta elettronica certificata, in modo da conservarne traccia.
4. Segnalate tempestivamente i bisogni.
Se vostro figlio necessita di assistenza, trasporto, un comunicatore o un altro ausilio, è meglio affrontare la questione il prima possibile e non aspettare che il problema emerga durante l’anno scolastico.
5. Non scegliete un ausilio soltanto perché sembra tecnologicamente avanzato.
Prima viene il bisogno della persona, poi lo strumento. Una valutazione specialistica può evitare la richiesta o l’acquisto di dispositivi che, nella pratica, rischiano di essere poco utili o poco utilizzati.
6. Coinvolgete chi conosce bene vostro figlio.
Educatori, terapisti e altri professionisti possono fornire informazioni preziose. Parlatene con la scuola affinché il loro contributo possa essere integrato correttamente nel percorso.
7. Guardate oltre l’anno scolastico.
Autonomia, comunicazione, capacità di scegliere, relazioni, formazione e orientamento verso il lavoro si costruiscono progressivamente. La scuola è una parte importante del percorso, ma non è l’intero percorso.
La parola chiave è collaborazione
Il sistema dell’inclusione scolastica può apparire complicato, soprattutto quando una famiglia vi entra per la prima volta. Ma conoscere i principali strumenti, come accertamento, Profilo di Funzionamento, GLO, PEI, servizi territoriali, assistenza, trasporto e ausili, permette di affrontare il percorso con maggiore consapevolezza.
Non dovrebbe essere una battaglia tra famiglia e scuola, né un percorso affidato esclusivamente agli specialisti. L’inclusione funziona meglio quando famiglia, scuola, servizi sanitari e territorio condividono informazioni, obiettivi e responsabilità, mantenendo al centro la persona.
Conoscere i propri diritti è importante. Ma altrettanto importante è riuscire a trasformare quei diritti in opportunità concrete: partecipare alla vita della classe, comunicare, imparare, costruire relazioni, sviluppare autonomie e prepararsi gradualmente alla vita adulta.
La Comunità Piergiorgio e l’Ufficio H sono a disposizione delle famiglie, degli insegnanti e degli operatori che hanno bisogno di informazioni e consulenza sugli ausili, sull’accessibilità, sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa e sulle tecnologie per l’autonomia.
Informazioni verificate su fonti ufficiali e aggiornate all’8 settembre 2026. Procedure, requisiti economici, importi e scadenze possono cambiare: per le singole pratiche fa sempre fede la fonte ufficiale competente.
Fonti principali: Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; Ministero dell’Istruzione e del Merito; Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia; Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Portale Disabilità; Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio; Università degli Studi di Trieste; Università degli Studi di Udine; Comunità Piergiorgio.

