Al termine del terzo anno di attività, il corso di karate accessibile ospitato nella Comunità Piergiorgio, il dojo dei Chei dal Mestri, ha superato l’esame di fine anno con la cintura blu per tutti i dodici allievi. Un percorso sostenuto dal progetto IES SPORT di CSEN e Ministero del Lavoro.
“Si fa karate… con il CUORE!”
È questa la frase che meglio riassume lo spirito del corso, e che i maestri ripetono spesso a fine lezione. Nel dojo dei Chei dal Mestri, “Quelli del Maestro” in friulano, il karate non è una performance: è disciplina, respiro, relazione, crescita. E quest’anno è anche festa, perché l’esame di fine corso si è chiuso con un risultato pieno: tutti promossi, cintura blu per tutti.
Il progetto IES SPORT
Il corso rientra nel progetto nazionale IES SPORT – Inclusione Educazione Salute attraverso lo SPORT, promosso dal CSEN, il Centro Sportivo Educativo Nazionale, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che lo cofinanzia.
Un’iniziativa pensata per usare lo sport come strumento concreto di inclusione: non un’attività di contorno, ma una disciplina vera, con maestri qualificati, criteri tecnici riconosciuti, passaggi di grado, esami. Lo stesso karate che si pratica in qualsiasi dojo del mondo, reso accessibile e calibrato sulle possibilità di ciascuno.
A rendere possibile tutto questo è la disponibilità della Scuola Karate Udine, l’ASD con sede a Tavagnacco fondata e guidata dal maestro Andrea Buttazzoni, 8° dan di Okinawa Goju Ryu e rappresentante per l’Italia della scuola tradizionale Okinawa Goju Ryu Kenkyukai. Sono i maestri del suo dojo che hanno accompagnato ogni settimana gli allievi della Comunità, mettendo a disposizione esperienza, tecnica e una sensibilità unica.



Dentro il dojo
Ogni anno, da ottobre ad aprile, le lezioni si tengono un’ora alla settimana nel nostro nuovo centro diurno. Per quell’ora, gli spazi si trasformano in un vero dojo: un luogo raccolto, “chiuso dal resto”, in cui si entra lasciando fuori la quotidianità per concentrarsi su sé stessi, sul respiro e sul movimento.
Il dojo ha le sue regole, ripetute all’inizio e alla fine di ogni lezione. Non è un formalismo, è parte del metodo: le stesse parole, gli stessi gesti, ogni settimana, creano un rituale che aiuta a calmare la mente, a riconoscere il gruppo come gruppo, a entrare e uscire dalla pratica con consapevolezza.
Il lavoro tecnico ruota attorno ai kata, le sequenze codificate di movimenti che sono il cuore del karate tradizionale di Okinawa. Nel nostro corso i kata vengono adattati alle possibilità di ciascun allievo: ogni gesto è studiato e ricalibrato perché tutti possano eseguirlo a proprio modo, senza perdere il senso della forma. Accanto ai kata, un ruolo importante lo hanno gli esercizi di respirazione, che nel Goju Ryu sono parte integrante della disciplina e che qui diventano anche un prezioso strumento di rilassamento, consapevolezza corporea e controllo.
I numeri del terzo anno
- 12 allievi della Comunità Piergiorgio
- 4 maestri della Scuola Karate Udine
- 2 operatori della Comunità
Un rapporto tra allievi e figure educative molto alto, che ha garantito attenzione individuale, sicurezza e un clima sereno. È anche questa la cornice che permette al karate di funzionare davvero come strumento di inclusione.
Una giornata speciale con Catine
Prima dell’esame, c’è stata una giornata che resterà nel cuore. Il 9 aprile il dojo dei Chei dal Mestri ha aperto le sue porte a un’ospite d’eccezione: Catine, al secolo Caterina Tomasulo, “cabarista friulucana” come ama definirsi lei stessa, personaggio molto amato in regione. Emigrata dalla Basilicata in Friuli trent’anni fa, Catine è capace come pochi di raccontare con ironia e calore l’incontro tra culture e linguaggi diversi.
Il suo spettacolo non è stato solo da guardare: è stato da vivere insieme. Si è riso, si è ascoltato, si è condiviso.
A Catine va un grazie di cuore per aver portato al dojo leggerezza, sorrisi e tantissima umanità. La sua presenza ci ha ricordato quello che è, in fondo, il senso del nostro lavoro: le diversità sono una ricchezza, e l’incontro tra persone che vengono da strade diverse è quasi sempre una festa.

L’esame del 16 aprile: tutti promossi, cintura blu
Il 16 aprile è arrivato il momento dell’esame di fine corso. Gli allievi hanno svolto davanti ai maestri i kata imparati durante l’anno, e sono stati i maestri a decidere il riconoscimento finale: attestato e nuovo grado di cintura.
Il risultato: tutti promossi. E quest’anno il traguardo è la cintura blu, un salto importante per chi segue il corso fin dall’inizio e la conferma concreta che il percorso non è simbolico ma reale, con progressi tecnici misurabili secondo gli stessi criteri che valgono in qualsiasi dojo.
Vedere gli allievi annodarsi la nuova cintura è stato uno di quei momenti che restano. Orgoglio, emozione, gratitudine, e la consapevolezza condivisa che tre anni di lavoro settimanale hanno portato esattamente dove dovevano portare.

Un grazie alle persone che rendono tutto questo possibile
- Giuliano Clinori, presidente CSEN FVG e delegato CONI FVG, che da anni costruisce sul territorio una rete solida per lo sport inclusivo.
- Chiara Dazzan, assessora allo Sport del Comune di Udine, che ha sostenuto il corso ribadendo più volte quanto contino le pratiche sportive davvero accessibili per rendere la città più inclusiva.
- Andrea Buttazzoni e tutti i maestri della Scuola Karate Udine, che ogni settimana hanno portato nel nostro centro competenza, passione e umanità.
- Gli operatori della Comunità Piergiorgio, che hanno affiancato gli allievi rendendo le lezioni un momento sereno e partecipato.
- I 12 Chei dal Mestri, veri protagonisti di questa storia e nuove cinture blu.
Lo sport che include
Il karate dei Chei dal Mestri è uno dei modi in cui la Comunità prova a tradurre in pratica un’idea precisa: lo sport, quando è progettato davvero per tutti, non è solo attività fisica. È autonomia, autostima, relazione, disciplina, gioia. È uno dei modi più concreti per abitare lo spazio pubblico da protagonisti, e non da ospiti.
Ora è tempo di una pausa meritata. E la speranza, condivisa da tutti, è che a ottobre il dojo della Comunità possa riaprire: con le sue regole, i suoi kata, il suo respiro. E con un gruppo di cinture blu pronto a ripartire.
Perché al dojo dei Chei dal Mestri si fa karate… con il CUORE.

